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Internet a misura di bambino: la carta di Roma

LA “CARTA DI ROMA”
Sottoscritta al termine delle giornate di lavoro del Safer Internet Day 2016 e promossa da Telefono Azzurro, la Carta di Roma costituisce il primo documento di intenti che coinvolge diversi stakeholder – Istituzioni, decisori politici, aziende, non profit – in un impegno comune alla collaborazione continua e proattiva per lo sviluppo di un Interneta misura di bambino e di adolescente. 
La Carta indica delle RACCOMANDAZIONI mirate per ogni stakeholder.

 

SAFER INTERNET DAY 2016

“CARTA DI ROMA”

Roma, 9 febbraio 2016

 

RACCOMANDAZIONI

Policy e Governance

1 –  Leadership – L’Italia dovrebbe creare una Governance Nazionale e un Organismo di Vigilanza sullo sfruttamento e l’abuso sessuale dei bambini. Questo comitato dovrebbe essere un organismo nazionale multi-stakeholder, intersettoriale, responsabile per la governance e il controllo della risposta in Italia allo sfruttamento sessuale e all’abuso dei minori, sia online che offline, e per colmare le lacune nelle risposte dell’Italia. Tale Comitato dovrebbe includere i rappresentanti del governo, le Forze dell’Ordine, le Ong, le industrie tecnologiche/ICT, associazioni religiose e altre agenzie specializzate che lavorano in questo ambito.

2 – Analisi del problema – L’Italia dovrebbe effettuare una valutazione del livello di minaccia globale e un’analisi di quanto grave sia il problema degli abusi online nel Paese, raccogliendo informazioni ed expertise che costituiscano la base delle azioni future. Inoltre è opportuno che l’Italia monitori i progressi messi in atto a favore della tutela dei minori, in modo che risaltino altrettanto le aree di criticità, che necessitano maggiormente di un impegno congiunto.

3 – Legislazione – L’Italia dovrebbe rivedere l’attuale legislazione in vigore, al fine di assicurare norme finalizzata a proteggere i bambini e gli adolescenti da ogni forma di sfruttamento e abusi sessuali, sia online che offline.  E’ necessario anche prevedere specifiche tutele che assicurino un’adeguata protezione alle vittime. Una buona legge sul Cyber-bullismo dovrebbe prevedere anche forme di sostegno ed aiuto per i minori coinvolti.

4 – Protezione dei dati – Sembra opportuno che l’Italia riveda le attuali politiche e la legislazione in vigore, affinché ci si preoccupi sempre più di garantire protezioni specifiche per i dati personali e la privacy dei bambini.

 

Giustizia penale

5 – Forze dell’Ordine specializzate – L’Italia dovrebbe fornire alle Forze dell’Ordine un articolato insieme di coordinare per condurre, sostenere e coordinare le indagini su sfruttamento sessuale e abuso dei bambini, sia online che offline.

Nello specifico, le Forze dell’Ordine dovrebbero essere in grado di ricevere informazioni, analizzare l’informazione e agire tramite l’intelligence. L’adottare un approccio di multi-agency consentirebbe la realizzazione di azioni congiunte e inter-disciplinari, a cui darebbero un fondamentale contributo anche le Ong.

6 – Magistratura e pubblici ministeri – L’Italia dovrebbe garantire che il suo sistema giudiziario e della magistratura possiedano le conoscenze e le competenze specialistiche necessarie per consentire esiti giudiziari positivi per i bambini vittime di sfruttamento e abuso sessuale. Durante il corso del processo giudiziario è fondamentale tenere in estrema considerazione le esigenze della vittima, assicurandole altresì interventi di sostegno e supporto adeguati.

7 – Gestione dei sex-offenders – L’Italia dovrebbe dare garanzia della presenza di un sistema in cui gli stakeholder collaborano per attuare interventi di recupero e riabilitazione dei sex-offenders e dei pedofili, diminuendo il rischio di recidiva.

Tali interventi verranno resi operativi negli istituti penitenziari, assicurando una presa in carico a lungo termine finalizzati alla gestione e all’integrazione dell’individuo nella società.

Al fine condividere le informazioni e le attività tra le agenzie, sia a livello nazionale che internazionale, è necessaria l’elaborazione di un sistema di intelligence specifico di intelligence, come di un registro dei sex-offenders.

8 – Accesso a un Database di informazioni sulla vittima – Le Forze dell’Ordine italiane dovrebbero avere accesso al Database dell’INTERPOL “International Child Sexual Exploitation” (ICSE). Tramite il ICSE si faciliterebbe il sistema di identificazione, sia delle vittime, sia degli autori di reato. Tale Database favorirebbe un metodo di lavoro condiviso tra le Forze di Polizia, sia a libello nazionale che internazionale.

 

Vittime

9 –  Supporto alle vittime di tipo End to End – L’Italia dovrebbe assicurare che le vittime di pericoli sulla rete (dall’esposizione alla pornografia al cyberbullismo, dal furto di identità agli abusi online) possano ricevere un immediato supporto emotivo, con soluzioni tecnologiche previste by design ed integrate –  di tipo end-to-end – con l’obiettivo di aiutarle ad affrontare non solo le conseguenze di eventuali violenze subite online, ma anche di raccogliere segnalazioni di utenti che osservino manifestazioni di grave disagio da parte di minorenni (ad es, minacce di suicidio). Una valutazione delle conseguenze psicologiche deve essere eseguita non appena una vittima sia identificata e deve essere formulato un piano integrato per ristabilire il suo benessere psicologico. Diverse esperienze internazionali mostrano come la disponibilità di una linea (telefonica o chat) per bambini e adolescenti, direttamente accessibile dai social, possa essere una soluzione efficace per prendersi cura di loro e promuoverne il benessere online.

10 – Impegno nella protezione dei bambini – L’Italia dovrebbe assicurare che venga creata una task force competente e altamente specializzata che sia in grado di fornire supporto alle vittime di abusi online. Personale specializzato avrebbe il compito di sostenere le vittime nel corso delle indagini delle Forze dell’Ordine, valutando le conseguenze dell’abuso subito e fornendo supporto psicologico ed emotivo. E’ importante che le procedure di protezione dei bambini e degli adolescenti vittime di pericoli online siano condivise tra Forze dell’Ordine, Servizi ed Agenzie sul territorio –

pur sempre mantenendo una chiara comprensione dei ruoli e delle responsabilità.

11 – Servizi dedicati alle vittime – L’Italia deve prevedere un sistema di servizi dedicati alle vittime di sfruttamento e abusi online, offrendo loro: servizi medici, psicologici, sociali, legali, residenziali ed educativo/formativi.

12 – Child Helpline – L’Italia deve offrire servizi di assistenza e di intervento dedicati a bambini e adolescenti che offrano ascolto e assistenza al minore in situazioni di pericolo e di disagio. Tali servizi dovrebbero garantire l’anonimato e essere accessibili gratuitamente, 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana. Oltre a un supporto tramite linea telefonica, dovrebbe essere assicurato aiuto attraverso le nuove tecnologie, quali messaggi di testo, chat, messaggistica istantanea, e-mail.

 

Sociale

13 – Hotline per i bambini sfruttati sessualmente – L’Italia dovrebbe promuovere e valorizzare il ruolo della sua Hotline, dedicata alla società civile e alle aziende, utile per segnalare in forma anonima contenuti inappropriati e lesivi, compresi i materiali pedopornografici. Una volta appurato che si tratti di materiale pericoloso, la Hotline dovrebbe lavorare in collaborazione con l’ICT al fine di garantire che il contenuto sia rimosso da internet il più rapidamente possibile. La Hotline dovrebbe operare in stretto collaborazione con le Forze dell’Ordine nazionali, responsabili delle indagini sui casi di sfruttamento e abuso sessuale di minori, operando da filtro per le indagini future. E’ fondamentale che la Hotline sia parte integrante della rete internazionale di INHOPE che lavora, con modalità condivise, per rimuovere tempestivamente i contenuti pedo-pornografici dal web.

14 – Programma Educativo – L’Italia dovrebbe progettare un programma educativo nazionale per sensibilizzare le Istituzioni e la società civile sul tema dello sfruttamento sessuale minorile e dell’abuso all’infanzia, sia online che offline. E’ necessario inoltre diffondere informazioni su come i bambini e gli adolescenti possano ricevere aiuto e supporto, e sulle modalità di segnalazione dei casi. E’ altrettanto importante diffondere queste informazioni sia a livello nazionale, che a livello locale.

In accordo con la “European Strategy for a Better Internet for Children”, l’Italia dovrebbe sostenere il Programma “Digital Supporter” di Telefono Azzurro in modo che gli adulti, i giovani, le ONG e il mondo aziendale siano impegnati in un processo attivo di promozione on-line del benessere dell’infanzia e dell’adolescenza.

15 – Partecipazione attiva dei bambini – L’Italia deve garantire che i bambini siano incoraggiati a dare voce alle loro idee e alle loro opinioni,  influenzando lo sviluppo di politiche e buone pratiche contro lo sfruttamento sessuale dei bambini.

 

Mondo aziendale

16 – Procedure di comunicazione e di intervento – L’Italia dovrebbe disporre delle più efficaci procedure per la segnalazione e la tempestiva rimozione di materiale illegale o dannoso per bambini e adolescenti (ad es. pedopornografico), non appena vengano a conoscenza della presenza di tale materiale su piattaforme di loro gestione. Dovrebbero anche impegnarsi ad offrire agli utenti più giovani policy semplificate a seconda delle età, con indicazioni chiare e comprensibili relative ai contenuti segnalabili e alle procedure di segnalazione.

17 – Gestione delle informazioni personali – L’Italia dovrebbe garantire una legislazione adeguata relativa all’elaborazione da parte dei fornitori di reti e servizi di traffico delle informazioni personali e dei dati di localizzazione degli utenti, in particolar modo se minori.  E’ cruciale la questione della durata temporale in cui i fornitori di servizi possono conservare i dati, ma  anche i dati personali vengono riutilizzati dai servizi, e in quali situazioni questi possono essere condivisi con le Forze dell’Ordine, ai fini di supportare l’indagine.

18 – Sviluppo di soluzioni innovative  L’Italia dovrebbe impegnarsi nello sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative per migliorare gli approcci esistenti alla prevenzione e al contrasto dell’abuso sessuale dei minori e di altre forme di violenza online. La condivisione del lavoro delle Forze dell’Ordine con le Ong migliorerà efficacemente gli sforzi collettivi per contrastare questo fenomeno.

19 – Responsabilità Sociale d’Impresa – L’Italia dovrebbe impegnarsi nel coinvolgere i propri leader del settore aziendale, al fine di garantire che le questioni relative alla sicurezza dei bambini siano alla base dello sviluppo di prodotti e servizi, con un particolare accento sui sistemi da mettere in atto per prevenire le violazioni della sicurezza dei minori. Le considerazioni sulla sicurezza dei bambini dovrebbero essere integrate nelle policy e nelle procedure aziendali, in modo da assicurare che le aziende adottino misure adeguate volte all’identificazione, alla prevenzione e al contrasto del fenomeno dell’abuso all’infanzia, anche nell’offline.

20 – Protezione dei bambini dall’esposizione a materiale pornografico – L’Italia dovrebbe mobilitare il governo e il mondo aziendale, allo scopo di trovare approcci innovativi per il crescente problema dell’esposizione dei minori a materiale pornografico su internet. L’Italia dovrebbe anche pensare all’adozione di un sistema di verifica dell’età simile al modello in fase di sviluppo nel

Regno Unito.

21 – Sistemi di Sicurezza e Protezione per i bambini sui dispositivi mobili – L’Italia dovrebbe mobilitare il governo e le aziende leader in merito allo sviluppo e all’adozione di sistemi di sicurezza e protezione di default, adattati sulla base dell’età dell’utente.

 

Media e Comunicazione

24 – Etica e consapevolezza nelle segnalazioni dei Media – L’Italia dovrebbe impegnarsi a garantire i casi di abuso all’infanzia siano trattati dai media con un approccio etico, consapevole ed equilibrata, nel rispetto della dignità delle vittime e dei loro familiari. Inoltre, particolare attenzione deve essere rivolta al loro diritto alla privacy e alla riservatezza dei minori.

25 – Terminologia universale – L’Italia dovrebbe sostenere l’adozione e l’utilizzo di una terminologia universale quando si tratta di questioni e problemi relativi all’abuso sui minori, in modo da favorire una comunicazione chiara e condivida, fra tutte le professioni e altrettanto i Servizi che lavorano per il benessere dei bambini e degli adolescenti.